Grumo Appula

Grumo Appula

Il Percorso Comune, Città Accessibili, Attive e Inclusive

Per la città di Grumo Appula sono stati individuati due itinerari urbani ed un itinerario extraurbano che tengono conto non solo delle specificità proprie della città di Grumo Appula ma anche del suo contesto territoriale. Grumo Appula è infatti uno dei 13 Comuni del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Questo dona al territorio un unicum
storico e ambientale di notevole interesse dal punto di vista sia culturale che naturalistico.

  • 1. PIAZZA GEN. DEVITOFRANCESCO

    Livello Accessibilità: elevata


    Giunti a Grumo da Bari, sia che si arrivi in treno che in macchina, ci si affaccia alla città attraverso Piazza Devitofrancesco. Sulla sinistra possiamo notare il Ricovero, il cosiddetto edificio terminato negli ultimi  anni dell’Ottocento, a cura della confraternita del SS. Rosario, destinato ad accogliere i cittadini indigenti o affetti da disabilità. Al centro della piazza si erge la statua dedicata al Generale Devitofrancesco,  raffigurante lo stesso generale in divisa.
    Il Generale Gaetano Devitofrancesco, nato a Grumo Appula il 5 aprile del 1900, medaglia al valore civile durante la Prima Guerra Mondiale, fu prima volontario e poi sottotenente, valido combattente della città che donandogli i natali ha voluto dedicargli una piazza

  • 2. CHIESA MATRICE

    Livello accessibilità: condizionata


    Giunti in via Campanile, si scorge la chiesa matrice della città, dedicata alla Santa Vergine Maria Assunta. Eretta nel XIII secolo probabilmente sui resti di un precedente impianto architettonico. Nel corso del Cinquecento la struttura della chiesa subì un adeguamento che comportò un ampliamento degli spazi, il risultato fu un edificio a pianta a croce sovrastata da una cupola Rinascimentale. Il campanile non è stato
    rimaneggiato e oggi appare lo stesso della fondazione tardomedievale, di stile romanico.
    All’interno una fonte battesimale del XIV secolo proveniente dalla vicina Chiesa di San Rocco e una cappella gentilizia del Settecento.

  • 3. CHIESA DI SAN ROCCO

    Livello Accessibilità: condizionata


    In Piazza Vittorio Veneto domina una delle chiese più antiche di Grumo Appula, la chiesa dedicata a San Rocco. L’edificio è caratterizzato da una facciata a capanna monocuspidata, affiancata da due torri campanarie e al centro della quale si erge la statua raffigurante San Rocco. All’interno l’altare maggiore è sovrastato da una meravigliosa struttura lignea dorata settecentesca al cui interno sono custodite le statue, da sinistra verso destra, di San Vito, San Rocco e San Donato. In alto possiamo ammirare la tela  raffigurante la Madonna della Misericordia.
    Curiosa è la storia legata alla statua di San Rocco Bruciato conservata in sagrestia, la leggenda vuole che la statua, saccheggiata dai Saraceni, fu in realtà subito abbandonata alle porte della città in quanto ritenuta troppo pesante. Nel trambusto del saccheggio, nonostante fosse stata avvolta dalle fiamme, la statua risulta solo parzialmente annerita. San Rocco è il Patrono di Grumo Appula e si festeggia l’ultima domenica di
    settembre.

  • 4. CHIESA DI SAN FRANCESCO DI PAOLA

    Livello Accessibilità: condizionata


    Dalla facciata molto semplice, la chiesa settecentesca presenta un portale di ingresso sovrastato da un timpano con una trabeazione decorata con festoni e volute. L’interno della chiesa, a navata unica, presenta un dipinto di fine Ottocento raffigurante la Deposizione di Cristo, circondato da santi domenicani afflitti dal dolore.

    La chiesa oggi ospita la Confraternita di San Francesco da Paola, di antica costituzione, che ha ricevuto l’assenso regio nel 1793. Camminando sull’antica via che dal centro di Grumo Appula porta in direzione di
    Matera, è possibile incrociare cappelle e antiche icone dedicate ai Santi e alla Madonna sorte tra il  Cinquecento e il Seicento, che si intervallano ad una distanza quasi regolare, a memoria della devozione cristiana in un periodo segnato da calamità naturali, epidemie e peste

  • 5. CHIESA DI MONTEVERDE

    Livello Accessibilità: condizionata


    A pianta rettangolare, a navata unica a due campate, la Chiesa deve il suo appellativo “Monteverde” al luogo in cui sorge, ovvero una lieve altura che in passato era ricca di lauri e querce. Le tradizioni locali parlano di una leggenda avvenuta qui, secondo la quale alcune donne, mentre si apprestavano ad attingere acqua da un pozzo, furono colpite da un’intensa luce dalla quale sarebbe apparsa dapprima una rosa e subito dopo l’immagine della Vergine. Alcune fonti documentali, presenti nell’archivio della Chiesa Matrice, ci informano di come la chiesa sarebbe nata grazie al sostegno economico di molti fedeli grumesi.

    Un’iscrizione presente sull’architrave del portale di ingresso, recita “Entrate nella dimora sacra di Maria di Monteverde e della cristianità: Ella esaudisce le preghiere di chi La supplica. Anno Domine 1652”. Sul timpano vediamo una statua seicentesca in pietra locale di autore ignoto che ritrae la Madonna col  Bambino; la corona sul capo è sorretta da due putti, mentre nella mano sinistra dove è posata la mano del Bambino, è rappresentato un uccellino. Sul fianco sinistro si erge un piccolo campanile con cella  campanaria monofora.

    L’interno ospita l’altare maggiore di epoca barocca, costituito da marmo policromo per la parte inferiore e da un dossale ligneo per la parte superiore. Di notevole interesse è l’icona lignea Seicentesca intagliata e  indorata con oro zecchino su fondo verde; al centro è rappresentata la Madonna. Sul fondo si legge:
    “SA MA DE LAU”
    “Santa Maria di Loreto”

  • 6. CHIESA DEL ROSARIO

    Livello Accessibilità: inaccessibile. La chiesa è chiusa per restauri


    Antica chiesa posta sul limite sud-ovest del Borgo Antico, già presente nel Quattrocento inizialmente  dedicata a Santa Maria Annunziata. Dopo la vittoria cristiana sui Turchi a Lepanto nella metà del  Cinquecento, si diffuse il culto del Rosario e con esso anche la costituzione di omonime congregazioni.

    Grumo accolse dunque questo culto e ne costituì la relativa Confraternita del Rosario. La facciata presenta un prospetto abbastanza modesto con un rivestimento che nasconde il precedente assetto. La chiesa ha pianta trapezoidale a navata unica, con abside coperto da una volta a botte.

    La restante parte dell’edificio è coperta da una grande cupola sorretta da quattro arcate che scaricano il peso su pilastri angolare. L’interno è caratterizzato da 15 ovali settecenteschi che le rappresentazione dei misteri del Rosario, collocati sulle pareti absidali.

  • 7. CHIESA MADONNA DELLE GRAZIE

    Livello Accessibilità: condizionata


    Fondata nel 1559 e intitolata a S. Primiano, adattamento del nome di S. Crispiano Vescovo, raffigurato sull’arco a tutto sesto del portale sul prospetto. Nel XVII secolo la chiesa subisce un adattamento rendendo il prospetto a doppia facciata. Sulla stessa facciata sono visibili cinque croci di legno verniciate di nero, in riferimento alle cinque sante piaghe di Cristo durante la Passione.

    Durante dei restauri della fine degli anni Novanta, dietro l’altare è emerso un affresco che raffigura Gesù Crocifisso circondato dalle Pie Donne che reggono un calice per raccogliere il sangue delle sue ferite. Ai lati dell’altare due statue dei primi del Novecento, la prima raffigurante la Madonna delle Grazie, la seconda raffigurante la Madonna della Cintura. È presente anche un campanile databile al XVIII secolo.

  • 8. MONTE CUCCO

    Livello Accessibilità: condizionata


    Uscendo da Grumo Appula, in direzione di Cassano delle Murge, ci troviamo nel cuore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Qui di notevole interesse è la località di Monte Cucco, caratterizzata dalla presenza di un fitto bosco di conifere, nello specifico si tratta di un bosco artificiale misto a pini e cipressi, del tutto simile alla Foresta di Mercadante.

    E’ stato impiantato a fine anni ’20 del secolo scorso per frenare il dissesto idrogeologico che interessava il litorale barese. Si nota, a distanza di quasi 100 anni, il ritorno del querceto che qui si estendeva nei tempi passati

  • 9. REGIO TRATTURO

    Livello Accessibilità: condizionata


    Uscendo da Grumo Appula, in direzione di Quasano ci imbattiamo in un unicum rurale. L’agro grumese è attraversato dal tratto terminale del Regio Tratturo n. 18 “Barletta-Grumo”. Il regio tratturo è lungo 124 km  e termina a Grumo Appula dopo aver attraversato gli agri di Barletta, Andria, Trani, Corato, Ruvo,  Quasano, Bitonto, Toritto, tra uliveti e mandorleti a perdita d’occhio.

    Il tratturo è una strada erbosa, larga 60 passi napoletani, ovvero 111,60 metri, riservata allo spostamento delle greggi tra un pascolo e l’altro, è tipico soprattutto del nostro paesaggio meridionale e fa parte del sistema della Transumanza, quel fenomeno che si verificava tra l’autunno e la primavera sin dall’epoca romana, quando migliaia di pecore guidate da pastori, scendevano dall’Abruzzo e dal Molise in Puglia, per trascorrere l’inverno.

    Questo considerevole flusso di greggi, fu inizialmente regolarizzato dall’imperatore Federico II ma fu nel periodo aragonese che fu istituzionalizzato. Il re Alfonso d’Aragona nel 1447 istituì la Regia Dogana delle pecore, una vera e propria azienda di Stato, dotata di poteri amministrativi e giudiziari sulle attività pastorali, il cui compito principale era quello di assegnare le “locazioni” e determinare il valore della “fida”, ovvero il canone d’affitto annuale per l’uso degli erbaggi da corrispondere per ciascun capo di bestiame.

    Le terre del cosiddetto Tavoliere Doganale, immensa distesa di 362.000 ettari, deserta d’estate e brulicante di greggi d’inverno, vennero distinte in 43 locazioni, All’interno del territorio delle locazioni Alfonso I predispose la costruzione di ripari stabili per le greggi e i pastori. I ripari vennero detti “poste” ed erano costruiti sempre in luoghi esposti a sud, riparati dai venti di tramontana; le poste raggiunsero la ragguardevole cifra di 350. Ripari per pecore erano gli jazzi, che erano scoperti. La transumanza necessitava di una rete viaria articolata e capillare, in grado di soddisfare le differenti esigenze di movimento, di sosta e di alimentazione delle greggi. La rete si articolava quindi in tratturi, vere e proprie autostrade, e in tratturelli e bracci, vie secondarie con compiti prevalentemente di raccordo tra le vie principali e tra queste e il territorio.

InfoPoint Turistico GrumoAccessibile

Via Francesco Casalino n. 1 |  70025 Grumo Appula (Ba) – Italia

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