Bari

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Il Percorso Comune, Città Accessibili, Attive e Inclusive

Per la città di Bari sono stati individuati tre itinerari. Il primo, il percorso verde, è dedicato alle piazze nel centro antico, salotto di ingresso alla città. Il secondo, il percorso arancione è dedicato ai due monumenti simbolo della città: la Cattedrale e la Basilica di San Nicola. Il terzo e ultimo percorso, il percorso giallo, è quello che va fuori dalla città vecchia e percorre il cosiddetto “borgo nuovo” e i principali monumenti in centro: il Palazzo dell’Acquedotto e la Pinacoteca Corrado Giaquinto.

  • 1. PIAZZA DEL FERRARESE

    accessibilita elevataLivello Accessibilità: elevata


    Porta di accesso a Barivecchia, la piazza si trova di fronte al porto vecchio, ai margini meridionali della città antica. Alcuni resti di uno scavo archeologico restituiscono quel che resta della porta urbica medievale oltre che di un tratto della via traiana che di qui passava e attraversava la città. La piazza si affaccia sul Lungomare Imperatore Augusto, deve il suo nome in onore del palazzo che si erge sul fronte settentrionale della piazza, appartenuto a Stefano Fabri, un commerciante originario di Ferrara e vissuto a Bari nel XVII secolo.

  • 2. PIAZZA MERCANTILE

    accessibilita elevataLivello accessibilità: elevata


    Nei pressi di piazza del Ferrarese, si apre Piazza Mercantile, già in epoca medievale rappresentava l’autentico centro politico della città, ma anche luogo di mercati e di scambi. Su di essa si affacciano ancora le abitazioni delle antiche famiglie nobili e il palazzo del Sedile dei Nobili che accolse il consiglio cittadino per oltre due secoli a partire dal XVII secolo. Oggi è una tra le più frequentate e attive piazze della città.

    Simbolo di Piazza Mercantile è la colonna “della giustizia” che si erge su un leone in pietra, così definita
    perché ad essa erano legati i debitori e gli insolventi.

  • 3. LARGO ABATE ELIA

    accessibilita elevataLivello Accessibilità: elevata


    Nel cuore della città vecchia, in Largo Abate Elia, si erge maestosa la Basilica di San Nicola. L’intera città di Bari, quella antica maggiormente, è impregnata della forte religiosità nicolaiana: nel culto delle reliquie di San Nicola chiesa d’oriente e d’occidente si incontrano simbolicamente.

    La Basilica di San Nicola,  capolavoro dello stile romanicopugliese, fu voluta dall’abate Elia che, insieme al popolo barese, intese venerare le reliquie del Santo, giunte a Bari il 7 maggio 1087. I lavori iniziarono lo stesso anno e due anni dopo, nel 1089 era già pronta la cripta. La scelta del luogo per la costruzione cadde nell’area della Corte del Catapano, residenza dei governatori bizantini, segno del passaggio al periodo dei Normanni molto sensibili nell’incentivare la costruzione di chiese che cancellassero i riti d’Oriente

  • 4. LA BASILICA DI SAN NICOLA

    accessibilita elevataLivello Accessibilità: elevata in tutta l’area.
    Non accesibile la cripta


    Prototipo del romanico pugliese, la basilica ha mura imponenti e facciata tripartita con tre portali. Per la sua costruzione, in un periodo molto fecondo per la città e per la scultura e l’architettura della regione, furono utilizzati materiali provenienti da diverse chiese, cosa che spiegherebbe la diversa altezza delle due torri campanarie mozze e la differente lunghezza delle fiancate. Differenti tra loro i portali: sobrio nelle linee quello principale fra due colonne sostenute da tori, importante anche per la ricchezza degli ornati e il
    significato iconologico. L’interno, di grande spazialità, è a tre navate divise da colonne e pilastri.

    Il bellissimo ciborio, il più antico esistente in Puglia, risale al XII secolo. Tra l’altare basilicale e l’abside si conserva la cattedra dell’abate Elia: opera in marmo con decorazioni sullo schienale tipiche della Puglia bizantina dell’XI secolo. Nel catino absidale, alle spalle della cattedra, c’è il monumento funebre con le spoglie di Bona Sforza, regina di Polonia e duchessa di Bari. Il gruppo marmoreo, di fattura napoletana, è
    costituito dalla regina in atteggiamento di preghiera con ai lati San Stanislao e San Nicola.

    Nel secolo XVII la basilica subì l’influsso del barocco i cui segni, oggi, si ritrovano nel soffitto dalle grandi tele seicentesche del bitontino Carlo Rosa, nell’Altare d’argento e nel pulpito. Per la costruzione della cripta furono impiegati materiali di chiese bizantine e longobarde collocando i pezzi migliori all’ingresso e vicino all’altare del santo. Tra le 28 colonne di spoglio, protetta da una grata di ferro, è visibile la colonna detta “miracolosa” che, secondo la leggenda, fu ritrovata a Bari nel 1098 come ultima colonna ancora mancante alla costruzione.

  • 5. CATTEDRALE

    accessibilita elevataLivello Accessibilità: elevata in tutta l’area.
    Nnon accessibile l’area degli scavi archeologici e la cripta


    A pochi passi dalla Basilica, percorsa la caratteristica stradella del Carmine, si giunge in piazza Odegitria, dove si erge la Cattedrale: uno degli edifici più importanti della città vecchia e più antica per le sue fondamenta. Realizzata su una preesistenza paleocristiana distrutta da Guglielmo il Malo nel 1156, fu riedificata alla fine del XII secolo. L’esplorazione archeologica del succorpo della Cattedrale, nel 1960, ha riportato alla luce un mosaico pavimentale con una interessante iscrizione dell’epoca paleocristiana (V-VI
    sec.).

    Nel corso del tempo è stata oggetto di vari interventi: nella facciata romanica, tripartita a spioventi con rosone, si aprono tre portali barocchi alleggeriti nelle decorazioni durante l’ondata di revival medievale del Novecento. Sul fianco sinistro si aprono arcate profonde sopra le quali corre l’esaforato. Verso il fondo si stacca il profilo massiccio e cilindrico della trulla interamente a pianta decaginale e impiegata come sacrestia, costruita sulle fondamenta di un battistero bizantino. Il fianco destro si affaccia sul cortile dell’episcopio.

    Degno di nota il finestrone della facciata posteriore. L’interno a tre navate è coronato da una cupola su tamburo ottagonale e da finti matronei con ampie trifore. Un ricco repertorio di scultura medievale pugliese è offerto dal pulpito, dai leoni stilofori del presbiterio, dalla cattedra e da alcuni capitelli. Nella cripta riposano le spoglie di San Sabino e l’icona bizantina della Madonna di Costantinopoli, detta Odegitria

  • 6. CASTELLO NORMANNO SVEVO

    accessibilita elevataLivello Accessibilità: elevata


    Ai margini della città vecchia sorge un’imponente fortezza: il castello normanno-svevo, edificio simbolo della città di Bari che probabilmente risale al 1132. È “un castello nel castello” in cui si integrano le torri della difesa medievale e le mura della reggia rinascimentale, a loro volta incastrate e parte integrante di una città murata essa stessa denominata castrum.

    Il segno forte del potere, non potendo dominare dall’alto di una collina, si collocò al margine estremo della città antica, per difenderla, ma soprattutto per  controllarla. Il suo nucleo originario, infatti, risale all’epoca normanno-sveva, ed è da identificare con l’attuale cinta quadrangolare interna munita di torri angolari ed intermedie. Nel corso della distruzione della città, avvenuta nel 1156 ad opera di Guglielmo il Malo, anche il castello subì notevoli danni; intorno al 1233 Federico II lo restaurò, valorizzandone l’aspetto residenziale e rappresentativo e conferendogli requisiti più prossimi ad una residenza.

    Sull’archivolto del portale fece scolpire l’aquila imperiale che stringe trionfante la preda tra gli artigli; nell’androne e nel cortile innalzò un portico e realizzò capitelli  a fogliami firmati da maestri locali quali Minerrus de Canusia, Melis de Stelliano e Ismahel; nelle torri troppo severe aggiunse qua e là oculi e finestre. gli Aragonesi dotarono l’edificio originario di una cinta bastionata sui tre lati verso terra, mentre Isabella d’Aragona e Bona Sforza lo trasformarono in dimora principesca degna di una corte, meta di letterati, artisti e uomini potenti. Nell’Ottocento fu trasformato in una caserma militare e oggi ospita la sede della soprintendenza per i

  • 7. BORGO MURATTIANO

    accessibilita elevataLivello Accessibilità: elevata


    Il borgo murattiano si estende tra la ferrovia e il lungomare. È costituito da strade a reticolo ortogonale e costituisce, assieme a Barivecchia, l’attuale centro e cuore pulsante della città.

    Il quartiere prende il nome da Gioacchino Murat, maresciallo di Napoleone Bonaparte, che durante il suo governo a capo del Regno di Napoli, si occupò della promozione e del sostegno della costruzione di un nuovo quartiere a Bari, il “borgo nuovo”.

    Esso sarebbe sorto in un’area pianeggiante, subito a ridosso dell’antica città medievale le cui mura sarebbero poi state smantellate nel tempo per essere sostituite dall’attuale Corso Vittorio Emanuele.
    Oggi il quartiere è tra i più vitali della città. Qui sono ospitate le vie dello shopping e le pulsanti arterie di Corso Vittorio Emanuele II e Piazza Umberto, su cui si erge maestoso il palazzo dell’Università degli Studi “Aldo Moro”

  • 8. PINACOTECA METROPOLITANA "C. GIAQUINTO"

    accessibilita elevataLivello Accessibilità: elevata


    Sul suggestivo Lungomare Nazario Sauro, il maestoso Palazzo di quella che un tempo si chiamava , ospita la collezione della Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto”. Il percorso espositivo comprende ventidue sale, alcune delle quali molto vaste e ricche di opere.

    La collezione, che fornisce un’ampia documentazione dell’arte pugliese – o in relazione con la Puglia – dall’XI al XIX secolo. Le opere comprendono una sezione medievale (sculture dei secoli XI-XIV, icone pugliesi dei secoli XII-XIV); dipinti veneti dei Vivarini, Bellini e Paris Bordon provenienti da chiese della regione; pittura pugliese dei secoli XV-XVI e napoletana o di scuola napoletana dei secoli XVII-XVIII ; un prezioso nucleo di dipinti del Giaquinto, una raccolta di pittura dell’Ottocento; ceramica pugliese dei secoli di XVII-XVIII, presepi napoletani, abbigliamento storico.

  • 9. PALAZZO DELL’ACQUEDOTTO

    accessibilita elevataLivello Accessibilità: elevata


    Il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese, progettato dall’ingegnere ravennate Cesare Brunetti e costruito fra il 1925 e il 1935 si erge nella Bari murattiana per la maestosità dello stile architettonico ispirato al romanico pugliese. L’esterno del Palazzo, con i quattro piani rivestiti in pietra di Trani, contiene elementi architettonici chiaramente ispirati al vasto patrimonio civile e religioso locale e al tema dell’acqua.

    La progettazione degli ambienti e degli arredi del Palazzo è opera di Duilio Cambellotti, che farà del Palazzo un vero e proprio monumento all’acqua salubre. Cambellotti, nello specifico, si occupò del disegno architettonico di alcune sale, la decorazione pittorica, i pavimenti, gli arredi, completati dagli apparecchi di illuminazione, i tappeti e le maniglie per gli ambienti più rappresentativi del primo piano e  dell’appartamento del Presidente al secondo.

    L’enorme patrimonio di mobili, conservatosi quasi integro, costituisce una preziosa testimonianza della creatività dell’artista e dell’altissima qualità delle maestranze.